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domenica 1 gennaio 2012

LE TEORIE DEL COMPLOTTO MONDIALE: COSA C'E' DI VERO?



Articolo tratto da Vita.it
147 società controllano il 40% dell’economia
Un involontario ed inaspettato aiuto sembrerebbe arrivare ai dimostranti di “Occupy Wall Street” contro il potere finanziario. Un team dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo ha condotto uno studio sulle connessioni tra 43060 imprese multinazionali scoprendo che un piccolo gruppo di esse esercita un potere enorme. La ricerca ha creato una mappa di 1318 aziende transnazionali che formano il cuore dell’economia globalizzata all’interno delle quali 147 costituiscono una super entità. Il nucleo centrale è formato in maggior parte da finanziarie e nei primi 20 posti troviamo banche quali Goldman Sachs, Barclays Bank e JPMorgan ma secondo gli autori della ricerca ciò non dimostra scientificamente il controllo di alcuni banchieri sulla maggior parte dell’economia mondiale.
Lo studio effettuato da teorici dei sistemi complessi combina la matematica con le mappe di dati di proprietà delle multinazionali ed è il primo che va al di là degli schemi ideologici tentando di dare una risposta scientifica a tesi e ipotesi sulle fantomatiche reti complottistiche del potere. Il legame fra le 1318 aziende viene spiegato come conseguenza naturale agli intrecci commerciali e di partecipazione. Lo studio ha attirato molte critiche ma gli autori spiegano che potrebbe essere d’aiuto per cercare i punti deboli della rete e per rendere più stabile il sistema economico mondiale. Di fatto la concentrazione del potere non è mai stata una cosa positiva e una rete solida, intricata e molto potente di certo non agisce nell’interesse dell’umanità. La ricerca ha confermato due cose: un piccolo gruppo di società che controlla più del 40% dell’economia globale e la stretta interconnessione fra di loro potrebbe rendere le reti instabili ed essere fonte di problemi come ha dimostrato la crisi del 2008.

martedì 25 ottobre 2011

REDDITO DI AUTONOMIA 2: CHE FACCIA HA LA POVERTA'?


Tra le pagine del testo “Reddito di autonomia”, presentato sabato 15 ottobre a Crema dall’autore prof. Riva, emerge sempre più l’immagine di una famiglia di quattro persone, sorretta da un solo reddito di lavoro medio-basso, una famiglia “normale” che galleggia in un equilibrio incerto, tra debiti, incertezze, rinunce e la paura che possa accadere qualcosa. Eh si, perché basta una malattia imprevista, un nuovo figlio in arrivo, un familiare da dover accudire e l’equilibrio si spezza … la famiglia scivola inesorabilmente sotto la fatidica soglia di povertà.

sabato 22 ottobre 2011

REDDITO DI AUTONOMIA 1: LA SOLIDARIETA' BISOGNA GUADAGNARSELA

15 ottobre – sabato mattina, pochi arditi stanno seduti nella sala del S. Luigi a Crema ad ascoltare.

Si parla di un testo sul Reddito di autonomia, una misura di contrasto della povertà assoluta: un tema caro alla Caritas che ha organizzato l’evento, un po’ meno agli amministratori locali che, purtroppo, sono assenti, ad eccezione dell’Assessore Capetti.
La proposta è interessante: realizzare una forma di contributo economico per tutte le famiglie in condizione di povertà, sotto la soglia della cosiddetta povertà assoluta, condizione in cui non si ha il minimo indispensabile a soddisfare i bisogni essenziali.
Ancora assistenzialismo? No, assistenza attivante e individualizzata.

martedì 18 ottobre 2011

CARA BIRO


Stamattina ero ad una riunione per parlare delle opportunità dell’e-government, in sostanza si studiavano i modi in cui la tecnologia disponibile oggi può avvicinare la pubblica amministrazione al cittadino: informatizzazione dei processi burocratici, disponibilità dei documenti on-line, informazioni disponibili in tempo reale a casa propria … tutto quello che fa andare in visibilio il nostro “amico” Brunetta insomma.
Preso dall’esaltazione tecnologica, tipica di noi maschietti, torno a casa e decido di mettermi alla prova da subito: il CENSIMENTO ISTAT.
Sposto disdegnoso il plico di fogli prestampati che mi è arrivato per posta e apro il mio portatile, con la sicumera dell’internauta navigato.
Accedo al sito http://censimentopopolazione.istat.it , inserisco codice utente e password e già mi sento europeo, finalmente alla pari con i cugini tedeschi, senza più il complesso d’inferiorità caro all’italica specie.
Niente. Si blocca.
Vabbè, riprovo, può capitare, magari è una questione di collegamento …
Intanto mi avvicino il plico di carta, giusto per dargli una sbirciatina.
Riprovo a collegarmi al sito dell’ISTAT …
Bhe dai, alla fine non è neanche tanto lungo ‘sto plico, sono una decina di fogli.
Riprovo a collegarmi al sito dell’ISTAT …
Potrei iniziare a compilarlo su carta, giusto per vedere cosa mi chiede.
Riprovo a collegarmi al sito dell’ISTAT …
Dieci minuti circa e ho finito la compilazione.
Poso la mia cara biro blu vicino al plico e imbusto il tutto.
Intanto la clessidra, che continua a girare, misura la distanza tra l’Italia e il resto dell’Europa.