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domenica 3 febbraio 2013

MANIFESTO dell'Associazione nazionale Donne in Rete contro la violenza





MANIFESTO 

dell’Associazione nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza 

 Cinque richieste politiche rispetto alla violenza contro le donne, cinque punti che non devono mancare nel programma politico del futuro governo!
Lo chiede l’associazione  nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, che presenta il proprioManifesto contro la violenza sulle donne e chiede alle future e ai futuri parlamentari, alle donne e agli uomini del futuro governo, che siano assunti impegni precisi contro un fenomeno che in Italia ha numeri significativi ma scarse risorse per arginarlo. 
Sono 125 le donne uccise nel 2012, e 14mila quelle che si rivolgono, ogni anno, agli oltre sessanta centri antiviolenza aderenti a D.i.Re. Dati che rappresentano solo una minima parte del fenomeno, in assenza di un osservatorio nazionale sulla violenza contro le donne e il femminicidio e servizi adeguati e sufficienti che possano anche documentare i casi cui offrono aiuto.
Degli oltre sessanta centri aderenti a D.i.Re, solo un terzo ha finanziamenti adeguati per continuare la propria attività grazie a convenzioni con le istituzioni locali. Solo con enorme impegno volontario e responsabilità  politica gli altri Centri resistono per contrastare questo fenomeno gravissimo per tutte le donne e la società intera.
D.i.Re rilancia l’allarme sui tanti Centri Antiviolenza/Case Rifugio che rischiano di chiudere a causa dei tagli alle politiche sociali e al welfare che colpisce maggiormente donne aumentando le disuguaglianze di genere. Disuguaglianza che incrementa la violenza contro le donne in Italia.

Cosa chiediamo al futuro governo
Da anni D.i.Re chiede politiche e interventi seri e duraturi su tutto il territorio nazionale e ora, questi cinque punti, ne sottolinea le questioni più urgenti:
  • immediata ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Istanbul 2011) con l’adozione delle misure prescritte con interventi concreti e duraturi anche nel programma finanziario di Governo.
  • rinnovo del Piano nazionale contro la violenza alle donne del novembre 2010, con garanzia distanziamenti economici adeguati e costanti ai Centri antiviolenza/Case rifugio su tutto il territorio nazionale anche da parte degli enti locali e riconoscimento del livello essenziale di assistenza sociale (LIVEAS) per la violenza contro le donne.
  • coinvolgimento di D.i.Re come referente nazionale e locale nelle azioni di prevenzione, di formazione e di contrasto sul tema della violenza maschile contro le donne
  • rilevazione dei dati sistematica, integrata e omogenea sulla violenza contro le donne su tutto il territorio nazionale e in sinergia tra i diversi attori pubblici e i privati specializzati.
  • promozione di campagne di sensibilizzazione nazionali e locali per contrastare la violenza maschile contro le donne, rivolte a tutta la popolazione e in particolare agli uomini, vigilando su ogni forma di comunicazione offensiva della dignità delle donne.
28 gennaio 2013


D.i.Re Donne in Rete contro la violenza
Casa Internazionale delle Donne  - Via della Lungara, 19 – 00165  Roma,  Italia
Cell 3927200580 – Tel 06 68892502 – Fax 06 3244992 – Email direcontrolaviolenza@women.it
www.direcontrolaviolenza.it

mercoledì 9 gennaio 2013

ANCHE NOI COME I RE MAGI, IN CAMMINO


Da qualche tempo ho ripreso a frequentare la messa domenicale; lo faccio per accompagnare mia madre: da sola non andrebbe più ed io, sapendo quanto fosse importante per lei quel appuntamento, l’ho messo nell'insieme delle cose in cui va aiutata.
Ci sono tornata con sufficiente disincanto ma, dopo tre mesi di messe festive ed infrasettimanali, debbo ammettere che questo tempo della domenica mattina è diventato un appuntamento importante anche per me. La scoperta principale sta nel contenuto delle scritture: ascolto testi già sentiti infinite volte in passato, recuperando un filo mai spezzato e, contemporaneamente, scoprendo curiosità di approfondimento che mi portano a leggere (per coglierne l’insieme) per conto mio quegli accenni di brani annunciati nella celebrazione.
L’aspetto interessante è trovare, talvolta, una saggia attualità non saprei dire quanto consona all'interpretazione ufficiale ma che io trovo ricca di contenuti e di inviti alla riflessione.
Con questo spirito, la domenica dell’Epifania, mi sono ritrovata a pensare alla figura dei Re Magi. Questi personaggi, sapienti, colgono un segno apparso nel cielo e dunque visibile a tutte le genti ma, tra tutte, solo loro tre ne comprendono il significato, avendo a lungo studiato le antiche scritture. Essi dunque attingono alle loro conoscenze ed alla loro saggezza per interpretare un segno che preannuncia grandi cambiamenti. E si avviano, si mettono in viaggio, vanno alla ricerca di qualcosa (allora ignoto) senza sapere né cosa né dove avrebbero trovato, né quanto tempo avrebbero impiegato per portare a termina la loro ricerca.
Viaggiano verso l’ignoto, seguendo la stella, con l’attenzione a non perdere di vista l’obiettivo e, nello stesso tempo, ascoltando i luoghi non conoscendo l’approdo.
Arrivano infine e la scoperta pare corrispondere alla loro conoscenza ed alle attese. Altro aspetto interessante è che la scoperta non è solo per arricchire sé stessi. Essi portano doni, così che la conoscenza si perfeziona nello scambio, nella riconoscenza, nel dare qualcosa di sé.
Poco importa sapere (almeno per me) che i Magi siano realmente esistiti, se essi fossero re oppure scienziati, che fossero proprio tre e tutte quello che la tradizione ci ha tramandato. Quello che mi ha intrigato è stato leggere un testo che ha centinaia e centinaia di anni e trovarvi un pensiero così attuale: conosciamo attraverso lo studio costante e la rielaborazione dell’esperienza, se sappiamo metterci in curioso atteggiamento di ricerca, se siamo in grado di affrontare l’ignoto, se affrontiamo il viaggio insieme ad altri altrettanto interessati. E se siamo disposti a condividere il viaggio e la scoperta ed a farne dono ad altri.